ImbarKino 2026 ✺ Estate Italiana
Nello spaesamento c’è terreno fertile, nell’inquietudine una forma di conoscenza. Da questa convinzione nasce Estate italiana, ottava edizione di ImbarKino - Il Cinema nel Prato: ogni domenica di luglio e agosto un film diverso in lingua originale con sottotitoli. Si stende un telo sull'erba, ci si spruzza un po’ di antizanzare – se ce n’è bisogno – e ci si sdraia davanti al maxischermo in attesa della proiezione, prevista alle 21.
Quest’anno, al centro della rassegna c’è un’Italia che si racconta moderna e all’avanguardia, ma che allo stesso tempo si vede costretta a fare i conti con le proprie idiosincrasie e nevrosi, tra il desiderio di affrancarsi dalla marginalità e la lotta contro strutture di potere che non si lasciano smontare facilmente. Tensioni che possiamo osservare anche ora, mostrandoci come il passato parli di quello che siamo oggi – e di ciò che possiamo diventare. Accanto a titoli degli anni Settanta, due opere più recenti, affini per estetica e sguardo politico: dalla fabbrica alienante di Petri e Tognazzi, ai mass media di Bellocchio, passando per le periferie febbrili di Fulci e Caligari, fino alla campagna isolata di Rohrwacher.
Per espandere il dialogo sui film e sui temi della programmazione, la rassegna si sviluppa attorno a una serie di collaborazioni con realtà culturali del territorio e del panorama cinematografico nazionale.
Tutti i film verranno proiettati in italiano con sottotitoli in inglese.
In caso di maltempo, sono previste due date di recupero: il 23 agosto e il 30 agosto.
La rassegna è realizzata da Banda Larga APS nell'ambito del progetto "Che Bella Estate! 2026–2027", con il sostegno di Città di Torino e Circoscrizione 8. Selezione e curatela di Riccardo Lazzarato.
Non si sevizia un paperino (1972). Regia di Lucio Fulci. In collaborazione con Nocturno.
Un paese del Sud, una serie di omicidi, una comunità che si scopre piena di superstizioni e paure. Fulci usa il thriller per restituire un ritratto oscuro della provincia italiana, tra fanatismo religioso e ossessioni collettive.
Sbatti il mostro in prima pagina (1972). Regia di Marco Bellocchio. In collaborazione con Reframe Fest.
Un quotidiano usa un caso di cronaca per orientare l'opinione pubblica e ottenere consensi. Bellocchio smonta il meccanismo pezzo per pezzo: chi decide cosa è vero, chi ci guadagna, chi finisce in prima pagina. Sembra scritto ieri.
Lazzaro Felice (2018). Regia di Alice Rohrwacher.
Lazzaro, giovane di un’innocenza irreale, attraversa un'Italia che cambia padroni ma non abitudini, rimanendo fedele ad antiche forme di sfruttamento. Rohrwacher crea un immaginario a metà tra fiaba contadina e fatto di cronaca.
I viaggiatori della sera (1979). Regia di Ugo Tognazzi. In collaborazione con Erik Negro.
In una società governata dall’efficienza, chi invecchia viene inevitabilmente esclusə. Tognazzi mostra le implicazioni della tecnologia e quel che resta dell’umano con malinconica distopia. Una rarità nel cinema italiano.
L’odore della notte (1998). Regia di Claudio Caligari. In collaborazione con Reframe Fest.
Roma, fine anni Settanta. Una banda di rapinatori ai margini di un decennio che sta per sgretolarsi. Partendo da fatti reali, Caligari mostra una periferia senza filtri ed esistenze sospese tra il riscatto e l'autodistruzione.
La classe operaia va in paradiso (1971). Regia di Elio Petri. In collaborazione con Seeyousound
Un operaio moderno a cui cede prima il corpo, poi la testa. Petri mette in luce una società che fa dell'essere umano un pezzo di ricambio. La fabbrica come gabbia, il sindacato come ingranaggio, la follia come unica via d'uscita.