Nel quinto e ultimo incontro del reading group su “Femminismo bastardo” di María Galindo ci concentreremo sul capitolo conclusivo del libro, intitolato “La nuova normalità è la vecchia sottomissione”.
In questa resa dei conti finale, Galindo denuncia come la cosiddetta nuova normalità mantenga strutture di dominio e sottomissione già esistenti, mascherandole dietro la retorica del progresso e dell’inclusione. Attraverso una lettura critica delle emergenze sociali e politiche, l’autrice mette in luce le disuguaglianze e le violenze che continuano a colpire corpi e soggettività dissidenti.
Il capitolo invita a praticare la disobbedienza come strumento di sopravvivenza, a riconoscere il dolore sociale e le oppressioni quotidiane, e a costruire spazi di resistenza e comunità. La posizione di Galindo e del collettivo Mujeres Creando insiste sulla necessità di un’attestazione radicale, capace di trasformare la crisi in occasione di epifania e affermazione della libertà collettiva, opponendosi a ogni forma di normalizzazione che riproduce la sottomissione.
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